Scoperta l'Internet Addiction, che si traduce come 'abuso' o 'dipendenza' dal web e che coinvolge 1 navigatore su 10 prevalentemente uomo (70%), si e' arrivati a studiare le nuove generazioni, quelle cioe' nate in piena era Internet. Parla lo psichiatra Tonino Cantelmi.

ROMA. Scoperta l'Internet Addiction, che si traduce come 'abuso' o 'dipendenza' dal web e che coinvolge 1 navigatore su 10 prevalentemente uomo (70%), si e' arrivati a studiare le nuove generazioni, quelle cioe' nate in piena era Internet.
Li chiamano 'nativi digitali', «sono i bambini nati dal 2000 in poi che oggi hanno all'incirca 7-8 anni, vittime di una pressione tecnologica davvero pericolosa».
Parla Tonino Cantelmi, psichiatra e docente di Psichiatria presso l'Isituto di Psicologia della Pontificia Universita' Gregoriana di Roma, ospite del 14° Congresso della Societa' Italiana di Psicopatologia.
«Abbiamo studiato questa nuova generazione, 'i nativi digitali' e sono emerse delle caratteristiche comuni che invitano ad una riflessione. Questi bambini sono veloci ma superficiali, mostrano un pensiero sequenziale e percettivo ma molto scarsa e' la capacita' simbolica. Addirittura - continua il professor Cantelmi - abbiamo presentato dati giapponesi in cui alla risonanza magnetica celebrale il cervello dei nuovi nati e' differente nello sviluppo frontale, proprio in quella zona della corteccia frontale che ci permette di elaborare simboli. Questo vuol dire - continua l'esperto di fisiopatologia dei nuovi media - che li' in Giappone, dove la tecnologia e' espansa, corrisponde un cambiamento del cervello e quindi una mutazione antropologica».
18.02.2010